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Il ritratto fotografico chi ritrae veramente?


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Mi guadagno la pagnotta facendo foto. Ok.

Mi guadagno la pagnotta anche insegnando a fare foto. E ok anche questo.

A volte capita che faccia venire in accademia delle modelle per certe lezioni che riguardano il ritratto fotografico, e qua sorge sempre il dubbio a molti alunni. Mi chiedono: “prof ma bisogna tirare fuori l’anima della persona, la sua personalità o cercare altro? Magari facendole interpretare qualcosa?”

Dico sempre che il ritratto va sempre fatto in funzione di un risultato, o meglio di uno scopo, di una certa progettualità, è comunque imprescindibile il fatto che in ogni ritratto c’è sempre anche, in qualche modo, il ritratto del fotografo. In ogni fotografia che facciamo viene fuori chi siamo, il nostro vissuto, il nostro passato e il nostro presente. In qualche modo anche chi speriamo di essere.

Ma la stessa cosa vale per la musica che ascoltiamo, i libri che leggiamo, i film che guardiamo, come ci vestiamo e in generale qualsiasi scelta prendiamo, anche la più semplice e banale è sempre una sintesi di noi stessi.

Solite cose fritte e rifritte ma che hanno un fondo di verità. Per me lo hanno, per qualcun altro sicuramente no.

Non mi va infatti di pensare che scattiamo solo per gusto estetico e che questo gusto non sia frutto di altro se non di… appunto solo gusto estetico, esercizio di stile o raccolta di like.

In questa foto ad esempio credo ci sia più Alessandro che Sheila (la modella), non credo che lei per sua scelta avrebbe voluto un ritratto così, forse avrebbe preferito vedersi più bella, più ventenne (come del resto è), avrebbe preferito più dettaglio sui capelli (li ha veramente belli) o non so cosa altro, ma in questo caso della sua volontà me ne sono fregato.

Io però quella mattina volevo creare una distanza tra i miei 46 (quasi 47) anni e la ventina degli alunni e di Sheila, quindi ho usato una luce diretta sul volto ma che non toccasse i capelli, ho montato il vecchio e glorioso 50ino Nikor e in pochi click ho ottenuto lo scatto che volevo, la post produzione l’ho usata per convertire la foto in bianco e nero.

Una foto piuttosto impastata.

Onestamente non so se chi guarda questa fotografia capisca tutta la mia pippa mentale, ciò che ritengo fondamentale è che il risultato non sia affidato al caso ma ad un pensiero, una riflessione ed uno scopo, anche se il totale di tutto queste cose è un “risultato estetico e giudicabile e criticabile attraverso il gusto personale”.

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